Posted By admin on 16 dicembre 2009
L’argomento di stasera, qui nel gruppo che frequento a Caserta, è “creare valore da ogni esperienza“. Tostissimo e con una serie di possibili chiavi di lettura da lasciare attoniti!
Il fatto è che geneticamente tendiamo a conservare, e quindi a ritenere utili ai fini della formazione dell’esperienza solo quelle situazioni con connotazioni spiccatamente positive. Di quelle negative manco a parlarne, cancellate! Vedremo stasera come si sviluppa la discussione, appuntamento alle 20:00
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Bel meeting, molto intenso, sentito e partecipato nella cornice di un gruppo numeroso e con molti giovani! Dunque vediamo…..quando e come si può creare valore da ogni esperienza e, soprattutto, cosa è questo valore di cui tanto si parla (spesso a sproposito)?
Una bella esperienza raccontata con calore, la storia di una artista che si vede esclusa da un concorso perchè non sono accettate le opere realizzate al compute, la storia di una persona che non ci stà, che decide comunque di lasciare un pensiero, una considerazione, la storia di una ragazza che prende atto della sua esclusione ma scrive un messaggio agli organizzatori raccontando che cosa è un opera realizzata con mezzi informatici, e che cosa si cela dietro una simile scelta. E, come al solito per una incredibile magia, arriva la risposta! La presa d’atto, di coscenza di persone che concordano di percorrere una strada nuova, coraggiosa, che includa quanta più gente possibile. E il concorso si arricchisce di una nuova sezione: materiale realizzato al PC!!
Lentamente, mentre i pareri e le opinioni si srotolano sullo spazio centrale attorno al quale siamo seduti, lentamente un pensiero prende forma, i contorni si fanno meno sfumati, appaiono i dettagli e via via quella che era solo una fugace intuizione diventa qualcosa di definito e logico.
Quante definizioni sono state date del valore, quante possibile chiavi di lettura, tutte profonde, tutte complete, l’ultima della quali parla di bellezza, bene e guadagno, ma al di là di questo? C’è quell’incredibile concetto, tanto ricorrente nel Buddismo di Nichiren Daishonin, che parla di “trasformare il veleno in medicina”, hendoku iyaku, questa capacità innata che si tramuta in un arma formidabile e imbattibile, questa possibilità, a cui tutti si può attingere, di volgere a proprio vantaggio qualsiasi situazione nella quale ci si venga a trovare, il guadagno di cui sopra.
E a tutto questo si affianca quall’altro pilastro torreggiante della dottrina di Nichiren: soku, trasformazione!!!!
Mentre gli altri parlano mi astraggo per un momento solo, mi concedo un sorriso nell’anima, assaporo la sensazione di placida certezza che me be viene: tutto, ma proprio tutto tutto, senza distinzione o differenze, alla fine si riconduce ai tre, forse quattro, punti di riferimento che rimbalzano in ogni dove lungo il percorso delle nostre vite,
- decidere di trasformare la nostra vita! Aver finalmente voglio di invertire quelle tendenze che sembravano immutabili come il karma che le le determina! Basta! Non ci sto più, non lo accetto più, non voglio più subire passivamente un copione scritto all’esterno di me. Basta! Da oggi io recito da protagonista!
- andare sino in fondo a ogni cosa. Basta superficialità, basta compiacenza, basta placida approvazione, “sono fatto così”, “a una certà età……”. Ogni cosa, ogni esperienza, ogni situazione ha un inizio preciso, determinato da una causa della quale siamo più o meno coscenti, e una fine, che a sua volta produrrà altri effetti visibili o meno. Entrare a metà o, peggio, fermarsi a metà, ci preclude ogni possibilità di successo. Dice Nichiren in quel famoso passo del Gosho: “….il viaggio da Kamakura a Kyoto dura dodici giorni. Se ti fermassi all’undicesimo, come potresti mai ammirare l’apparire della luna sulla capitale?”. Andare sempre sino in fondo alle cose.
- assumersi la responsabilità. “andrebbe meglio se…”, “potrei farcela qualora…”, “mi piacerebbe, tuttavia…”, “se lui, se lei, se loro facessero, dicessero, fossero…”. Basta!! Assumersi la responsabilità della propria vita significa che sono io che la determino, sono io seduto al posto di guida, sono io che ho il volante in mano e proseguire lungo la direzione corretta o, viceversa, perdersi nelle traverse laterali è responsabilità solo ed esclusivamente di chi guida!! Ciò che ho, ciò che sono dipende da me e non da nessun’altro al mio posto.
Desiderare di trasformare la nostra vita e il nostro karma, andare sino in fondo alle cose e assumersi la responsabilità!! Eccola la chiave, ancora una volta si ripropone con evidente semplicità, ma con una forza tale da lasciarmi sbigottito!
Se le tre condizioni si verificano, o meglio, se si cura il verificarsi delle tre condizioni, la creazione di valore è INEVITABILE, non se ne può fare a meno, avviene a prescindere dal fatto che lo riteniamo possibile o meno!!!
Category: Causa-effetto |
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